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Trump o Biden? Vincono le infrastrutture

13/10/2020

Qualunque sia l'esito delle elezioni USA 2020, le infrastrutture cigolanti e le fonti di energia rinnovabili a basso costo dovrebbero incoraggiare gli investimenti a lungo termine nell'asset class

Spendere, spendere, spendere. La classe politica è fin troppo cosciente che investire nei servizi pubblici fa guadagnare consensi, soprattutto in un anno elettorale. Tenuto conto dello stato precario in cui versa l'economia globale da quando è iniziata la pandemia da COVID-19, la politica di bilancio ha un peso particolarmente rilevante quest’anno.

L’aumento della spesa per infrastrutture è stato uno degli elementi caratterizzanti dei pacchetti di stimoli fiscali in Europa, Cina e Giappone, ma, paradossalmente, non negli Stati Uniti, il Paese che probabilmente ne ha più bisogno.

La disperata necessità di intervenire per riparare, modernizzare ed espandere le cigolanti infrastrutture statunitensi è uno dei pochi punti su cui Repubblicani e Democratici si trovano d'accordo. Il fatto che Donald Trump, durante il suo mandato, non sia stato in grado di implementare un piano per le infrastrutture, nonostante l’impellenza del problema, è stato fonte di frustrazione per entrambe le parti.

Lacune infrastrutturali

Le infrastrutture rivestono un ruolo fondamentale, costituendo l’ossatura dell’economia statunitense, ma un lungo periodo di sottoinvestimenti nei servizi essenziali, dalla rete idrica ed elettrica alle autostrade e agli aeroporti, ha fortemente indebolito il patrimonio infrastrutturale strategico.

Secondo l’American Society of Civil Engineers (Associazione USA degli ingegneri civili), gli Stati Uniti hanno speso solo il 2,5% del PIL in infrastrutture nel 2019, contro il 4,2% degli anni Trenta. L’associazione stima che, tra il 2016 e il 2025, il deficit di investimenti infrastrutturali raggiungerà i 2.000 miliardi di dollari USA.

La spesa pubblica per i trasporti e i servizi idrici è in una spirale negativa da diversi decenni e nel 2017 ha toccato il punto di minimo in 55 anni in termini di percentuale del PIL.

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Fonte: Congressional Budget Office (CBO), 27 giugno 2019

Non si tratta di semplici disagi, ma di sicurezza pubblica. Molteplici esempi, dall’acqua di dubbia potabilità agli ingorghi del traffico con elevati livelli di smog fino al dissesto della rete stradale, evidenziano la necessità urgente di investimenti.

Certezza del lavoro

C’è un'altra ragione fondamentale per cui le infrastrutture sono in cima all'agenda presidenziale: i lavoratori sono altrettanti elettori. Quello delle infrastrutture è uno dei settori che dà più lavoro nella più importante economia mondiale. I 17,2 milioni di persone che vi sono impiegate rappresentano circa il 12% di tutta la forza lavoro statunitense, più di quanti non lavorino nei settori della distribuzione, dell’istruzione e manifatturiero.

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Fonte: Brookings, Bureau of Labor Statistics (BLS), 16 aprile 2019

Il sostegno all’occupazione e la creazione di nuovi posti di lavoro saranno di vitale importanza ai fini della ripresa economica e le infrastrutture vi svolgono un ruolo centrale. Anche questo è un punto indiscusso per entrambi i partiti.

L’erba del vicino...

Tra i due schieramenti, le divergenze sul tema del cambiamento climatico sono tuttavia notevoli. Come ben noto, il Presidente Trump nel 2017 si è impegnato a ritirare gli USA dall’Accordo di Parigi, mentre Biden promuove un’agenda green.

Il piano del candidato democratico di “costruire infrastrutture moderne e sostenibili e un futuro equo basato sull’energia pulita” è legato a due obiettivi specifici: zero emissioni di carbonio entro il 2050 e 2.000 miliardi di dollari USA di investimenti in infrastrutture durante il suo mandato.

Che Biden vinca o meno, le imprese private e le società regionali di servizi pubblici stanno già investendo in opportunità green. Il potenziale in termini di implementazione delle energie rinnovabili è enorme negli USA rispetto ad altre parti del mondo. Con una capacità produttiva pari a metà di quella europea e insignificante rispetto a quella cinese, gli USA hanno ampi margini di recupero.

Opportunità di crescita per i decenni a venire

L’aumento della spesa per infrastrutture negli USA rappresenta un potenziale fattore di impulso per i vari comparti del settore infrastrutturale. Ciò detto, l’attrattiva dell’asset class non dipende dalla realizzazione dei programmi infrastrutturali USA.

Le energie rinnovabili, i trasporti non inquinanti, la connettività digitale, la gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, i mutamenti socio-demografici sono tutte tendenze strutturali di lungo periodo.

Si pensi, per esempio, alle infrastrutture digitali, la cui importanza critica è stata percepita in primo piano durante il lockdown, quando milioni di persone sono state costrette a lavorare e a intrattenersi a casa. Che questo tipo di infrastruttura rientri o meno nei pacchetti di stimoli fiscali, la proliferazione di dati in un mondo che è sempre più digitale fa sì che la domanda di torri di trasmissione e data center non possa che aumentare.

Siamo fermamente convinti che le società del settore delle infrastrutture siano sostenute da temi strutturali forti che possono trainare la crescita per i prossimi decenni, indipendentemente dall’esito delle prossime elezioni presidenziali. A nostro parere, questo contesto offre opportunità a lungo termine per le società infrastrutturali e i relativi investitori.

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