Uno sguardo al dopo-lockdown: sfide e opportunità per gli investitori in infrastrutture

01/07/2020

Le infrastrutture occupano un posto di primo piano nel tessuto della società moderna, in quanto ossatura dell'economia mondiale. Osservando la situazione in un'ottica di più lungo periodo, credo che le potenziali opportunità offerte da questo investimento siano attraenti quanto se non più di sempre.

Le infrastrutture occupano un posto di primo piano nel tessuto della società moderna, in quanto ossatura dell'economia mondiale nei periodi bui come in quelli positivi.

Questo settore, che pure ha retto bene in molte fasi di declino passate, non è rimasto immune ai timori legati alla pandemia di coronavirus e diverse azioni, in particolare nel segmento delle infrastrutture legate ai trasporti e all'energia, sono rimaste coinvolte nella correzione che ha spazzato i mercati globali a marzo del 2020.

Per quanto le quotazioni azionarie in tutto il mondo siano risalite in varia misura dai minimi di marzo durante il secondo trimestre dell'anno, le misure adottate per contrastare la diffusione del coronavirus hanno continuato a interferire con l'attività delle imprese provocando conseguenze per gli investitori, almeno nel breve periodo. Le prospettive economiche restano fortemente incerte, ed è proprio in un contesto come questo che le infrastrutture quotate possono esprimere tutto il loro valore.

Osservando la situazione in un'ottica di più lungo periodo, credo che le potenziali opportunità offerte dall'investimento in infrastrutture siano attraenti quanto se non più di sempre: l'avanzata inesorabile della transizione verso un'economia digitale a ridotta impronta di carbonio sta infatti mettendo a fuoco l'esigenza di investire in infrastrutture nuove e più efficienti.

Dividendi sotto pressione

Il danno economico inflitto dalle serrate anti-virus in tutto il mondo sta minacciando la capacità di erogare i dividendi di tante società di tipo diverso, fra cui quelle attive in alcune aree del settore delle infrastrutture.

Nel caso delle aziende che hanno dovuto sostanzialmente fermare l'attività a causa del lockdown, come i gestori di aeroporti, il reddito da distribuire agli azionisti è semplicemente calato, pertanto la decisione di sospendere i dividendi spesso serve a tutelare gli interessi a lungo termine degli investitori.

In altri casi, le società hanno optato per un rinvio o un taglio dei dividendi allo scopo di tenere la liquidità in bilancio in questo periodo di incertezza estrema, una scelta dettata dalla prudenza che però nel breve periodo mette in difficoltà chi investe a fini di reddito.

La resilienza delle utility

In un ambiente in cui i dividendi sono sotto pressione in tutti i mercati globali, risulta abbondantemente chiaro il ruolo cruciale che le utility possono svolgere all'interno di un portafoglio. Dal mio punto di vista, fra i settori che generano reddito, quello delle società di servizi elettrici, idrici e di smaltimento rifiuti si è dimostrato molto resistente di fronte alla sofferenza dell'economia globale, da cui è rimasto relativamente indenne. Inoltre, sia le società che le rispettive infrastrutture fisiche sono spesso difficilmente replicabili e svolgono una funzione essenziale per l'economia, il che implica flussi di reddito futuri molto più prevedibili rispetto a quelli derivanti da altre attività.

Di fatto, nel contesto di incertezza economica, è il solo settore del mercato statunitense per il quale gli analisti abbiano innalzato le previsioni di utile in piena pandemia. Quando si parla di investimenti non è mai possibile dare garanzie, ma questo dato testimonia il ruolo di baluardo assunto dalle utility in un periodo così difficile: le azioni del settore hanno retto meglio del mercato in generale, nella prima metà del 2020, e soprattutto, i tagli ai dividendi sono stati pochissimi.

Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.

Opportunità legate a una ripresa "verde"

In prospettiva, le utility rappresentano l'area delle infrastrutture destinata a trarre maggiore vantaggio dall'atteso incremento della spesa pubblica. Sono stati annunciati ingenti pacchetti di stimoli fiscali da migliaia di miliardi di dollari mirati a rinvigorire l'attività economica, con gli investimenti infrastrutturali inseriti fra le priorità.

In Europa, il problema della sostenibilità è al centro del dibattito sul piano di ripresa. La "UE di nuova generazione" ha scelto chiaramente la linea di promuovere l'energia rinnovabile e i trasporti non inquinanti, come pure la ristrutturazione e l'efficienza di edifici e infrastrutture a sostegno di un'economia più circolare.

Gli impegni a investire di più in infrastrutture "verdi" dovrebbe offrire un impulso notevole alle società che possiedono e sviluppano asset fisici come i parchi eolici e solari e le reti elettriche, tutti necessari per la transizione verso un futuro a ridotte emissioni di CO2, e lo stesso vale per le aziende che controllano le infrastrutture digitali, in cui servono investimenti per accelerare il progresso della connettività nell'era digitale.

Può essere difficile mantenere una prospettiva di lungo periodo quando l'ambiente di mercato è altamente incerto, ma personalmente sono convinto che le società esposte a questi cambiamenti strutturali profondi nel tessuto economico e quelle con flussi di reddito legati al possesso di infrastrutture fisiche siano nella posizione migliore per prosperare ancora per molti anni.

Il valore degli investimenti nel fondo è destinato ad oscillare. Questo determina il movimento al rialzo o al ribasso degli investimenti e la possibilità che non si riesca a recuperare l'ammontare inizialmente investito.

Le opinioni espresse nel presente documento non sono da intendersi come raccomandazioni, consigli o previsioni.