Perché questa volta è diverso: una recessione a t “da quarantena”

27/03/2020

Quando c'è una recessione minacciata o reale, di solito lo schema che si ripete è lo stesso. All'origine ci sono condizioni finanziarie più rigide, lo scoppio dell’economia reale o di una bolla di mercato, un'impennata del prezzo del petrolio o una combinazione di questi fattori.

Questa volta no: è una recessione da quarantena. Il rallentamento economico del 2020 non è attribuibile a nessuno dei soliti sospetti. Deriva piuttosto dal fatto che lo scoppio del coronavirus ha provocato non un errore nelle politiche, ma una recessione legata alle politiche. In risposta alla pandemia, i governi di tutto il mondo hanno reagito comprensibilmente incoraggiando la popolazione a limitare le attività quotidiane. Questo drammatico cambiamento della vita quotidiana si tradurrà in un crollo dell'attività economica, misurata in base al prodotto interno lordo (PIL).

Entriamo in questa recessione con una politica monetaria molto accomodante da parte delle banche centrali. Gli effetti della politica monetaria si fanno sentire sull'economia con un ritardo di circa due anni. Per esempio, abbiamo visto un rallentamento nel 2018, un paio d'anni dopo la decisione della Fed di innalzare i tassi statunitensi nel 2016. Fortunatamente, almeno per la più grande economia mondiale, i tassi d'interesse sono in calo dallo scorso anno. A marzo la Fed ha ridotto bruscamente i tassi di interesse di un punto percentuale, dopo il taglio di mezzo punto percentuale da parte della Banca d'Inghilterra. La Banca centrale europea purtroppo ha meno margine di manovra, dato che i tassi di interesse sono già molto modesti.

Le recessioni si sviluppano in tre fasi: perché quella attuale sarà diversa?

Fase 1: entrata in recessione

Questa è la recessione più certa che abbiamo mai visto: possiamo osservare tutti come l'attività quotidiana intorno a noi stia colando a picco. La spesa discrezionale si è drasticamente ridotta e a risentirne di più sono stati i consumi voluttuari più costosi, come i viaggi e il turismo. Non è un'evoluzione lenta in cui i singoli scoprono gradualmente la nuova realtà economica, ma piuttosto un ordine di smettere di consumare rivolto a tutti. Si tratta di ordini improvvisi e su scala globale, qualcosa che non ha precedenti nella storia.

Le recessioni di solito sono descritte come a “V” o a “U”, in base ai grafici del PIL. La prima fase di quella in corso somiglierà al tipo a U, verticale e drammatica, e in molti Paesi segnerà il crollo del PIL più pesante su base settimanale e mensile.

Fase 2: fine della recessione

Dato che la velocità e la profondità della recessione sono dovute al coronavirus e alle misure adottate dai governi per impedire i contatti sociali, abbiamo un'idea insolitamente chiara di quando e come finirà. A quanto pare il virus mostra un andamento stagionale come l'influenza e, una volta che si sarà fatto strada fra la popolazione, potrà svilupparsi un'immunità. Di conseguenza prima o poi, presumibilmente entro qualche mese, la linea del governo sarà modificata e dovremmo essere in condizioni di tornare a comportarci normalmente. Il rimbalzo sarà massiccio, appena verrà meno la raccomandazione di restare tutti a casa. Pertanto, i dati economici mostreranno una ripresa rapida: non sarà a V né a U, ma somiglierà piuttosto a una “l”. In molti Paesi, potrebbe essere il balzo del PIL più consistente di sempre su base settimanale e mensile.

Fase 3: post-recessione

Il crollo violento e la ripresa rapida provocheranno danni a lungo termine nel sistema economico. Prima di tutto dal punto di vista del livello complessivo di fiducia individuale e delle imprese e, secondariamente, a causa della profonda sofferenza immediata senza precedenti connessa a questa recessione. Il comportamento umano potrebbe cambiare e le società vulnerabili che fanno affidamento sulla spesa discrezionale a breve termine si troveranno indebolite e forse anche compromesse in modo permanente. Alcuni consumi (per esempio l'acquisto di un'auto) saranno solo rinviati, ma altri andranno persi, come nel caso di un biglietto del cinema.

Sul fronte positivo, diversamente da quanto accaduto in quasi tutte le altre recessioni, oggi le economie sviluppate mostrano livelli di disoccupazione molto bassi, un'ampia fetta della popolazione dovrebbe mantenere il proprio lavoro e molte attività dovrebbero rimanere stabili. Si spera che ci saranno misure di sostegno fiscale attraverso spesa e tasse governative per i più svantaggiati.

Di conseguenza, dopo la recessione la crescita economica dovrebbe tornare nella norma, ma inizialmente è difficile che risalga ai livelli precedenti. Ciò renderebbe questo tipo di recessione a forma di t: una brusca frenata, un brusco rimbalzo, e poi di nuovo al normale ciclo economico, anche se probabilmente con un livello di attività economica più basso.

Per le economie più colpite, il crollo iniziale dell'economia sarà più brusco e i danni potrebbero essere più permanenti. Per gli investitori in obbligazioni societarie in questo periodo è importante, come sempre, differenziare tra la qualità del debito.

I default (rischio di mancato pagamento del capitale o degli interessi) tra le obbligazioni ad alto rendimento (quelle considerate a rischio più elevato di default in primo luogo) sono destinati ad aumentare (le precedenti recessioni hanno visto fino al 30% delle aziende high yield in default nell'arco di cinque anni).

Tuttavia, le società investment grade sono cosiddette perché dovrebbero essere in grado di sopravvivere in un clima economico difficile.

Questa recessione è diversa

Sappiamo perché sta accadendo, abbiamo un'idea molto più chiara del solito riguardo alla durata e possiamo ipotizzare con un buon margine di certezza come finirà. Vari governi e banche centrali stanno quindi lavorando per predisporre misure che ci aiutino a superare questo crollo flash del PIL nel breve termine, mettendo le autorità in condizioni di agire in modo deciso e aggressivo, cosa che già in sé costituisce una differenza. Questo sostegno senza precedenti resterà probabilmente in vigore anche dopo lo shock, per offrire la migliore opportunità all'economia globale di recuperare il livello precedente.

Il valore e il reddito degli asset del fondo potrebbero diminuire così come aumentare, determinando movimenti al rialzo o al ribasso del valore dell’investimento ed è possibile che non si riesca a recuperare l'importo iniziale investito.
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