Oggi più che mai l'ESG riveste grande importanza nel debito high yield. Vediamo perché.

11/06/2020

Il cambio di atteggiamento ha contribuito negli ultimi anni al moltiplicarsi di strategie di investimento che tengono conto dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG). Scopri di più.

La correzione scattata sui mercati globali all'inizio del 2020 ha risparmiato pochi asset. Le obbligazioni corporate che promettono remunerazioni più alte ma si collocano nel segmento più rischioso dello spettro di investimento, anche note come obbligazioni high yield, non hanno fatto eccezione: quando il coronavirus ha imposto la chiusura dell'economia mondiale, gli investitori hanno cercato rifugio in asset più sicuri come la liquidità.

La pandemia è coincisa con la tendenza di un numero crescente di investitori a guardare oltre gli aspetti finanziari tradizionali preoccupandosi anche dell'impatto sociale degli investimenti in senso più ampio. Con l'uscita dalla crisi, mi aspetto che questo fenomeno si accentui ancora di più.

L'ascesa dell'investimento obbligazionario responsabile

Il cambio di atteggiamento ha contribuito negli ultimi anni al moltiplicarsi di strategie di investimento che tengono conto dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG).

Nella maggior parte dei casi, tali strategie hanno concentrato gli acquisti sui titoli di emittenti "investment grade", ossia obbligazioni emesse da società che sono considerate relativamente più affidabili, preferite a quelle "high yield" che sono emesse da aziende con un'affidabilità creditizia inferiore. Ovviamente si chiamano high yield, ovvero ad alto rendimento, perché in genere offrono remunerazioni maggiori rispetto alle emissioni investment grade (il rendimento è il reddito annuale ottenibile su un'obbligazione in proporzione al relativo prezzo).

Sebbene il mercato delle obbligazioni high yield includa un numero relativamente modesto di società con credenziali ESG impeccabili, credo fermamente che i fattori ESG possano avere un ruolo importante nell'investimento focalizzato su questa asset class. Dopo tutto, una valutazione attenta dei parametri di performance extra-finanziari non può che portare a decisioni di investimento più informate.

Non solo esclusioni base

Un buon punto di partenza è escludere subito le obbligazioni di società che non soddisfano i criteri basilari in materia di diritti umani, lavoro, protezione dell'ambiente e lotta alla corruzione, insieme a quelle attive in determinati settori. Per esempio, le imprese il cui fatturato deriva in prevalenza da attività legate al tabacco o all'alcol in genere non saranno prese in considerazione dalle strategie ESG.

Personalmente però sono convinto che dovremmo fare un passo in più e filtrare le società in base all'insieme delle credenziali ESG: integrando l'analisi della performance societaria a fronte di parametri ambientali, sociali e di governance, possiamo escludere le aziende in ritardo su questo fronte.

Bisogna ricordare che è possibile valutare le società in termini rettificati per il settore, tenendo conto degli aspetti maggiormente rilevanti per lo specifico segmento di attività e facendo un raffronto con gli standard e la performance delle altre entità nello stesso gruppo, un metodo che aiuta gli investitori a mantenere una selezione ampia e diversificata di società emittenti, ottenendo nel contempo risultati ESG soddisfacenti.

Il mito del compromesso sulla performance

Una delle argomentazioni persistenti a sfavore dell'investimento ESG poggia sull'idea che ci sia inevitabilmente un prezzo da pagare, in termini di risultati finanziari ottenibili, ma questa convinzione è smentita da una quantità crescente di dati concreti.

L'analisi del mercato high yield statunitense condotta di recente da Barclays ha rivelato che i portafogli con punteggi ESG alti (assegnati alle società da MSCI e Sustainalytics) hanno sovraperformato quelli con punteggi ESG bassi fra il 2012 e il 2018 e che questo risultato è riconducibile principalmente ai fattori di governance.

La cosa non dovrebbe sorprendere: dopo tutto è ragionevole aspettarsi che un buon governo d'impresa riduca i rischi di fallimento, particolarmente temibili per chi investe in obbligazioni. È per questo che molti investitori obbligazionari attivi cercheranno di interagire col management delle società riguardo ai temi su cui possono avere voce in capitolo, in virtù dell'entità del loro investimento o della collaborazione con azionisti di primo piano.

Come sempre, è bene notare che le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.

Perché è importante oggi più che mai

Oltre a incoraggiare comportamenti più virtuosi, la partecipazione attiva alla gestione delle società aiuta gli investitori a capire meglio i rischi e le opportunità di natura extra-finanziaria con cui queste devono confrontarsi. In periodi come quello attuale, quando il rischio di un collasso societario è particolarmente accentuato, può essere un chiaro vantaggio, soprattutto nel mercato high yield in cui le imprese spesso non sono analizzate in modo approfondito e il rischio di default degli emittenti è strutturalmente più alto.

A due mesi dalla pesante correzione di marzo, nonostante il rimbalzo del mercato le obbligazioni high yield hanno recuperato solo parte delle perdite subite. I prezzi in caduta hanno spinto verso l'alto i rendimenti dei titoli high yield fino a livelli che non si vedevano dai tempi della crisi finanziaria globale di dieci anni fa: guardando al mercato high yield nel suo complesso, i prezzi sembrano riflettere l'aspettativa che la pandemia in atto produrrà l'esito peggiore possibile.

I default, ossia le situazioni in cui le società non riescono più a pagare regolarmente gli interessi o a rimborsare il capitale alla scadenza del prestito, senza dubbio aumenteranno ma senza raggiungere, a mio avviso, livelli record, vista anche l'entità delle misure di sostegno messe in campo dai governi e dalle banche centrali per scongiurare una recessione protratta dell'economia mondiale.

Dobbiamo aspettarci altre cattive notizie, ma penso che la correzione indiscriminata che ha colpito i mercati obbligazionari high yield abbia creato condizioni vantaggiose per investire nel debito di emittenti con buone credenziali ESG. Gli investitori con un orizzonte di lungo periodo dovrebbero considerare che le aziende ben governate che limitano i danni causati alla società e all'ambiente dovrebbero essere meno esposte alle conseguenze negative dei cambiamenti normativi e regolamentari cui questa pandemia potrebbe imprimere un'accelerazione.

Le opinioni espresse in questo documento non sono da intendersi come una raccomandazione, consulenza o previsione.

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