L'investimento a impatto diventerà l'asse portante della ripresa?

16/07/2020

Chiaramente siamo ben consapevoli delle tante persone strappate prematuramente alla vita dal virus e dei costi finanziari del lockdown imposto per contrastarlo, ma si è parlato molto meno delle implicazioni economiche per la fascia più vulnerabile della popolazione mondiale.

Ben Constable-Maxwell, Responsabile Sustainable and Impact Investing

Più andiamo avanti in questo periodo eccezionale della storia e più diventa allarmante l'entità dei danni provocati dalla pandemia di coronavirus.

Chiaramente siamo ben consapevoli delle tante persone strappate prematuramente alla vita dal virus e dei costi finanziari del lockdown imposto per contrastarlo, ma si è parlato molto meno delle implicazioni economiche per la fascia più vulnerabile della popolazione mondiale.

Il costo umano della pandemia

Negli ultimi dieci anni, la quota della popolazione globale che vive in condizioni di estrema povertà, ossia con meno di 2 dollari al giorno, si è costantemente ridotta da oltre il 10% a poco più dell'8%, ma la pandemia ha arrestato questa tendenza e le previsioni attuali stimano che il virus potrebbe spingere in povertà estrema da 49 a 420 milioni di persone.

Del resto c'è poco da sorprendersi: dopo tutto sono proprio i più poveri del mondo ad avere le maggiori probabilità di contrarre la malattia e subire un impatto economico duraturo a causa del virus e dei relativi danni alla crescita economica globale.

Per i Paesi in via di sviluppo sarà molto più difficile, se non impossibile, ottenere prestiti e spendere come fanno i governi più ricchi per attutire il colpo inferto all'attività economica e, di conseguenza, ai redditi delle famiglie.

Speranze di rinascita per l'ambiente

Forse l'unico riflesso positivo di questo disastro è che potrebbe segnare una svolta nella battaglia contro il cambiamento climatico irreversibile provocato in prevalenza dall'uomo.

Ad aprile 2020, con l'ordine di restare a casa in vigore in ampie aree del pianeta, le emissioni di gas serra sono state inferiori di quasi un quinto rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, con il rilascio giornaliero di CO2 sceso a livelli visti l'ultima volta negli anni 2000.

Per quanto sia derivata da un evento negativo, questa riduzione in sé è una buona notizia. Il successo dei modelli di business alternativi che fanno maggior uso del lavoro remoto e delle catene di fornitura locali, seppure adottati per necessità e non per scelta, potrebbe accelerare i cambiamenti necessari per instaurare una traiettoria discendente delle emissioni globali.

Tuttavia, le indicazioni che questo calo possa rivelarsi solo momentaneo frenano l'entusiasmo: in effetti a maggio e giugno le emissioni sono aumentate di nuovo, con il risveglio dal lockdown di alcune parti del mondo.

L'aria decisamente più pulita è stata apprezzata da tutti, ma resta la sfida di tagliare le emissioni ogni anno per contenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi oltre i livelli pre-industriali, come stabilito dall'Accordo di Parigi sul cambiamento climatico del 2015.

L'opportunità di "ricostruire meglio"

Man mano che ci riprendiamo economicamente dalla pandemia, abbiamo l'opportunità di valutare come ridefinire il modello in modo da creare una prosperità condivisa, o in altre parole, come possiamo "ricostruire meglio".

Il percorso che sceglieremo in questi mesi avrà conseguenze significative per le prossime generazioni. Dobbiamo accertarci che la ripresa sia sostenibile ed equa, e includa misure in grado di contrastare il cambiamento climatico e alleviare la povertà. Il mondo deve anche rafforzare gli interventi a tutela della natura, tanto più oggi, alla luce dei legami fra la perdita di biodiversità e il rischio che i virus si trasmettano dagli animali all'uomo.

Insieme agli altri investitori possiamo svolgere un ruolo importante, affiancando i governi impegnati ad adottare politiche che promuovono una ripresa verde, anche perché siamo convinti che sia un approccio vantaggioso per chi investe a lungo termine. A giugno 2020, M&G Investments ha annunciato di aver sottoscritto la lettera con cui l'Institutional Investors Group on Climate Change invoca una ripresa economica sostenibile dal Covid-19 nell'UE.

Credo che l'investimento a impatto possa diventare l'asse portante di questa ripresa. Investendo in società che affrontano le sfide sociali e ambientali più pressanti su scala mondiale, possiamo non solo ottenere un ritorno finanziario, ma anche contribuire a plasmare un futuro più equo e sostenibile.

Le opinioni espresse nel presente documento non sono da intendersi come raccomandazioni, consigli o previsioni.

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