Il coronavirus e i rischi di panico da parte degli investitori

27/02/2020

In tutto il mondo, i titoli di giornale all’inizio del 2020 sono stati dominati dall'epidemia di coronavirus in Cina. Diffondendosi su scala globale e mietendo migliaia di vittime, il virus ha inferto un duro colpo ai mercati azionari globali.

“Per le azioni la giornata peggiore da ottobre, causa timori sul coronavirus”, così il New York Times il 27 gennaio 2020. In effetti, da quando le notizie riguardanti il coronavirus hanno iniziato a prendere piede il 17 gennaio, il FTSE, indice delle 100 società a capitalizzazione più elevata quotate nel Regno Unito, ha ceduto ben il 5,3%.

I timori degli investitori sul lungo termine circa gli effetti del virus sono stati espressi dal titolo di Bloomberg del 1 febbraio 2020 “Il Coronavirus ha eclissato il commercio come la più grande minaccia per l'economia globale”.

Ma nonostante il chiaro impatto che l’epidemia sta avendo in Cina, seconda economia mondiale, gli investitori globali fanno bene ad essere così preoccupati circa il suo effetto sul lungo termine?

L'epidemia della preoccupazione

In momenti come questo, per tutti noi, esiste sempre la tentazione di lasciarsi prendere dal panico. Dopotutto, se il coronavirus provocasse tutte le vittime ipotizzate da alcuni commentatori, non solo sarebbe veramente tragico, ma le implicazioni per l'economia globale sarebbero profonde. Nel peggiore dei casi, potremmo assistere a una recessione economica globale che condurrebbe a profitti aziendali molto più bassi e al fallimento vero e proprio di molte aziende. Tuttavia, dobbiamo mantenere la giusta prospettiva. In fondo, questa non è la prima epidemia mortale al mondo. Né è la prima volta che i mercati azionari ne sono stati influenzati. Durante lo scorso decennio, i corsi azionari sono stati colpiti da epidemie virali quali Zika ed Ebola (due volte), per citarne solo alcune. Tuttavia, gli schemi storici mettono in luce come gli effetti sono spesso unicamente temporanei, con impatti solo minimali, se non nulli, sul lungo termine.

Un recente studio di Charles Schwab ha analizzato la performance azionaria globale (misurata dall’Indice MSCI All Country World delle principali azioni mondiali quotate) dopo precedenti epidemie. Secondo lo studio, qualsiasi effetto sul periodo di un mese non si è protratto per periodi più lunghi. Un mese dopo lo scoppio dell’epidemia di Ebola del 2014, ad esempio, i mercati globali erano scesi dello 0,1%, per poi tornare a risalire del 4,4% dopo sei mesi.

Dopo il diffondersi dell’Ebola nel 2018, l’indice MSCI ACWI aveva ceduto il 7,5% dopo un mese, ma era giù unicamente del 3,5% dopo sei mesi.

Ovviamente, ci saranno stati altri fattori a determinare l’andamento dei mercati in questi periodi, come ce ne sono oggi. Ciononostante, questo studio illustra come col tempo i timori iniziali possono attenuarsi, forse man mano che il quadro diventa più chiaro e gli scenari peggiori sono scongiurati.

Non possiamo sapere come il coronavirus continuerà a influenzare i mercati e non possiamo fare affidamento sul passato come guida a ciò che accadrà questa volta. È bene ricordare che le prestazioni passate non sono una guida per le prestazioni future.

Mantenere una prospettiva di lungo periodo

Dunque, cosa possono imparare gli investitori da tutto ciò? Una lezione fondamentale da trarre dalle forti fluttuazioni del mercato che hanno accompagnato le epidemie del passato è che le vendite dettate dal panico possono rivelarsi costose. Se aveste venduto i vostri investimenti durante le epidemie precedenti e poi vi foste lasciati sfuggire il successivo recupero dei prezzi, probabilmente ci avreste rimesso. Dopo tutto, è notoriamente difficile cercare di individuare le giuste tempistiche sul mercato e riacquistare al momento più conveniente.

Non sappiamo come il coronavirus influenzerà ulteriormente i mercati globali, ma possiamo imparare dagli errori precedenti. Piuttosto che lasciarsi prendere dal panico iniziale, è importante mantenere la giusta prospettiva e concentrarsi sui propri obiettivi di lungo periodo.

Si prega di notare che M&G non presta servizi di consulenza finanziaria. Le opinioni espresse in questa sede non dovrebbero essere considerate raccomandazioni, consigli o previsioni.

Il valore e il reddito degli asset del fondo potrebbero diminuire così come aumentare, determinando movimenti al rialzo o al ribasso del valore dell’investimento ed è possibile che non si riesca a recuperare l'importo iniziale investito.