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Miti da sfatare sul rischio

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Non sorprende che molti investitori adottino una certa cautela riguardo all'assunzione di rischio con i propri soldi. In un sondaggio condotto da M&G in Italia a luglio 2016, solo il 12% degli intervistati ha affermato che l’azione più probabile che intraprenderebbe per far fronte alle future esigenze finanziarie, sarebbe quella di investire in asset finanziari potenzialmente in grado di generare un rendimento più elevato della liquidità tenuta in banca. E se invece il rischio più grave fosse il fraintendimento del concetto stesso di rischio? Un approccio eccessivamente cauto può ostacolare il raggiungimento degli obiettivi finanziari. In questa nota, il team Multi Asset di M&G cerca di sfatare alcuni miti riguardo al rischio che forse impediscono ai vostri clienti di cogliere le opportunità disponibili per investire la liquidità ottenendo risultati migliori.

Il rischio è sempre negativo

L'incertezza non piace a nessuno, ma in ultima analisi, investire significa accettare un certo livello di rischio in cambio di un rendimento. Il rischio maggiore, a nostro avviso, è quello di fraintendere il concetto stesso di rischio.

Chi cerca di evitare indiscriminatamente tutti gli investimenti a rischio, probabilmente perde buone occasioni di dare una spinta ai rendimenti. Dal nostro punto di vista, assumere alcuni rischi può essere non solo utile, ma indispensabile per raggiungere i propri obiettivi finanziari.

L'essenziale è accertarsi di essere adeguatamente compensati per l'assunzione di quel rischio, investendo in asset che offrono un valore congruo e quindi un certo margine di sicurezza nel prezzo corrente. Gli investitori dovrebbero puntare a generare performance assumendo livelli di rischio appropriati al giusto prezzo, nell'ambito di portafogli idoneamente diversificati. I fondi multi-asset gestiti attivamente e focalizzati sul risultato offrono la possibilità di costruire portafogli diversificati facendo affidamento sul fatto che il rischio utilizzato per ottenere rendimenti attraenti sarà gestito entro limiti prestabiliti.

Rischio significa volatilità

Spesso gli investitori confondono il rischio con la volatilità. Nel nostro sondaggio, il 75% degli intervistati aveva un orizzonte temporale superiore a 5 anni, eppure solo il 18% ha dichiarato che, di fronte a un calo di un investimento di oltre il 10% in un mese, acquisterebbe quantità aggiuntive di quell'asset al prezzo più basso, se lo ritiene ancora un buon investimento.

Per quanto tempo prevede de investire?

Fonte: GFK, luglio 2016

In realtà, a conti fatti il rischio significa una cosa sola: la possibilità di subire una perdita al momento di chiudere l'investimento (ossia quando l'investitore è "arrivato a destinazione").

La volatilità, invece, misura l'entità della variazione di prezzo di un asset nel corso del tempo e dà un'idea di "quanto sarà accidentato il percorso" intrapreso dall'investitore. 

Tuttavia, la volatilità è rilevante solo in rapporto all'orizzonte temporale scelto dal singolo investitore. 

Il grafico 1 illustra due investimenti ipotetici. L'investimento A è certamente più volatile su periodi brevi, quindi se l'intenzione è tenerlo per un solo giorno, il rischio di perdere una somma ingente è molto maggiore rispetto a quello legato all'investimento B.

Grafico 1 - Due scenari di investimento

Due scenari di investimento

Tuttavia, estendendo l'orizzonte temporale, si nota che per quanto l'investimento B sia meno volatile (ossia, registri oscillazioni di prezzo meno ampie nel breve periodo), di fatto si è rivelato molto più rischioso.

Questo non significa che sia consigliabile ignorare il modo in cui vengono generati i rendimenti, nel valutare la qualità delle decisioni di investimento. Tuttavia, dobbiamo allontanarci dalle definizioni restrittive e troppo semplicistiche del rischio, per adottare approcci di allocazione del patrimonio meno vincolati alle ipotesi di volatilità e più dinamici e diversificati, al fine di produrre determinati risultati.

Il rischio dipende dal tipo di asset

Uno dei miti più pericolosi è la convinzione che il rischio sia statico. Mai fidarsi degli assunti secondo cui "i titoli di Stato sono a basso rischio mentre le azioni implicano un rischio elevato". Nel lungo periodo, le azioni storicamente sono state più volatili e hanno reso più delle obbligazioni. Tuttavia, ci sono stati diversi periodi in cui le obbligazioni hanno sottoperformato le azioni.

Se il vero rischio è la perdita permanente di capitale, allora risiede nel prezzo che paghiamo per un asset (più che nel prezzo al quale lo vendiamo). Il momento in cui gli investitori iniziano a sopravvalutare la "certezza" e a considerare un asset "privo di rischio" spesso coincide con la fase in cui tale asset presenta in realtà il rischio maggiore. Crediamo che sia meno probabile subire una perdita permanente pagando troppo poco per un'azione che non pagando troppo per un'obbligazione.

Ne consegue che le caratteristiche di rischio di tutti gli asset sono variabili ed è importante essere attenti a rilevare le situazioni in cui sono le percezioni emotive, e non i fatti concreti, a determinare la quantificazione del rischio.

È facile tenere lontano il rischio con la diversificazione

Pur essendo convinti che il rischio non debba essere confuso con la volatilità, sappiamo bene quanto può essere difficile tollerare la volatilità. Un modo per facilitare l'impresa è diversificare il portafoglio.

Il processo di diversificazione rappresenta la pietra angolare dei principi base dell'investimento. Tuttavia, spesso è un processo più complicato di quanto si possa pensare. 

Nel momento in cui ci rendiamo conto che nessun asset è sempre "sicuro" o "rischioso", diventa chiara l'esigenza di adottare un approccio attivo per gestire l'equilibro fra gli strumenti inseriti in portafoglio. La flessibilità è cruciale per rispondere all'evoluzione delle valutazioni e dei fondamentali economici, ai flussi di notizie sempre più rapidi e al volubile umore di mercato.

Secondo noi uno dei metodi più semplici di ottenere una diversificazione davvero efficace è investire in uno o più fondi multi-asset gestiti attivamente.

Il rischio si può evitare prevedendo il futuro

Non crediamo alla possibilità di prevedere sistematicamente il futuro in modo corretto, dato che i mercati finanziari sono altamente complessi e vulnerabili all'impatto dell'imprevedibile sentiment degli investitori.

Al contrario, la migliore guida sul futuro è l'insieme dei fatti osservabili nel presente. In altre parole, i prezzi correnti degli asset nel contesto dell'ambiente economico attuale rappresentano l'indicatore più affidabile del probabile rischio futuro.

Il nostro approccio per raggiungere il rapporto fra rischio e rendimento complessivamente più favorevole consiste nel costruire e gestire in modo flessibile portafogli diversificati di asset valutati a livelli interessanti, con le singole posizioni dimensionate in base al probabile contributo al rischio di portafoglio totale. Ma soprattutto, le nostre convinzioni su ogni asset presente in portafoglio devono essere sostanziate dai fatti osservabili oggi, e non basarsi sul tentativo di prevedere l'imprevedibile. 

Possiamo fare affidamento solo sui modelli di rischio

C'è stata una tendenza ad affidarsi a modelli di rischio sempre più sofisticati per gestire questa componente. Tali modelli, senz'altro utili per scopi specifici, sono generalmente retrospettivi ed eccessivamente meccanicistici, motivo per cui non riteniamo opportuno basare le decisioni di investimento esclusivamente su questi strumenti. Nel valutare il rischio, è importante adottare un approccio qualitativo, oltre che quantitativo. 

La gestione del risultato finale e dell'esperienza quotidiana dei nostri investitori, attraverso i vari cicli di mercato, rispecchia il nostro approccio alla gestione del rischio in modo più veritiero di qualsiasi parametro di rischio. 

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