Le sette regole d’oro dell’investimento

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Investire sul lungo termine

"L’orizzonte temporale di investimento che preferiamo è quello che dura per sempre"
Warren Buffett (Investitore e filantropo americano, 1930-)

Un investitore che accantona risparmi sul lungo termine in previsione di eventuali periodi di difficoltà economiche ha più probabilità di perseguire i propri obiettivi rispetto a chi cerca di cavalcare il mercato puntando a rapidi profitti. 

Quanto più lungo sarà l’investimento, tanto maggiore sarà l’effetto potenziale del rendimento composto sul valore originale dell’investimento. Gli investitori che detengono conti di risparmio avranno già familiarità con il concetto di “compounding”. Il termine si riferisce al processo tramite il quale l’interesse sui propri fondi viene aggiunto all’investimento originale, a sua volta producendo interessi (interesse composto). Col tempo può fare una differenza notevole. Lo stesso può valere per i rendimenti di un investimento, purché ne vengano reinvestiti gli utili.

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Le valutazioni contano

A prescindere dall’approccio di investimento per il quale si opta, è importante non pagare eccessivamente per la sostenibilità dei profitti di un’impresa o per le sue prospettive di crescita futura. A nostro avviso, seguire una strategia bottom-up (che prevede che le singole imprese siano giudicate in base ai propri meriti e non in rapporto ai settori o alle condizioni economiche) con un approccio disciplinato basato sui fondamentali dell’impresa al fine di identificare i titoli adeguati per il proprio portafoglio, rappresenta un’ottima maniera di investire. Si tratta poi di aspettare pazientemente che arrivi la giusta opportunità. Crediamo che investire i propri risparmi nel giusto titolo ad un prezzo ragionevole sia spesso un’idea migliore che investire in un titolo ragionevole al giusto prezzo.

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Concentrarsi sul tasso di rendimento reale

L’inflazione, le tasse e le spese (quali quelle di negoziazione, trading e altre commissioni di gestione) sono tre dei fattori che possono incidere sul tasso di rendimento reale del capitale investito. Esistono alcuni strumenti che proteggono dall’inflazione, come le obbligazioni indicizzate (prestiti onerosi ove sia il valore del prestito che la corresponsione degli interessi sono correlati ad uno specifico indice dei prezzi, spesso l’indice dei prezzi al consumo) o le partecipazioni in immobiliari commerciali, i cui affitti possono spesso essere aumentati in linea con il tasso di inflazione.

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Diversificare il proprio rischio

Detenere un portafoglio di investimenti con un basso livello di correlazione può aiutare a diversificare i rischi associati con l’investimento in singoli titoli e mercati, come anche pericoli meno evidenti quali il rischio di inflazione, la possibilità che il valore degli investimenti sia penalizzato da un aumento del tasso di inflazione. Azioni, obbligazioni, immobili e liquidità reagiscono in maniera differente in contesti variabili e investire in diverse asset class può servire a far sì che i vostri investimenti non aumentino o perdano tutti valore contemporaneamente.

Anche l’esposizione geografica e gli investimenti sul lungo periodo sono altri modi di distribuire il rischio. Investire in prodotti quali fondi di investimento può anche eliminare molte delle difficoltà associate con la gestione di portafogli molto ampi. Soprattutto, gli investitori dovrebbero mirare ad un livello di rischio a loro idoneo e che sia in linea con i loro obiettivi
di investimento.

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Non lasciarsi trasportare dalla corrente

“Abbi paura quando gli altri sono avidi; sii avido quando gli altri hanno paura”
Warren Buffett.

Come abbiamo visto nel 2008, in seguito al collasso della banca di investimento statunitense Lehman Brothers, alcune notizie inattese o sfavorevoli possono avere un impatto notevole sulla performance dei mercati. È già successo infatti che molte imprese difensive e generatrici di elevati flussi di cassa, in grado di creare valore in diverse condizioni di mercato, siano state colpite dallo stesso sentiment negativo che ha spinto al ribasso i corsi dei titoli maggiormente sensibili alle condizioni economiche e quelli di qualità inferiore.

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Comprendere in cosa si investe

“L’investimento nella conoscenza è quello che paga il più alto tasso d’interesse”
Benjamin Franklin (uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti d’America, 1706-1790).

Se da una parte un portafoglio ben costruito può generare un rendimento soddisfacente per gli investitori, vale anche il discorso inverso. È facile subire perdite permanenti investendo i propri fondi in strumenti che si comportano in modo inatteso. Gli investitori devono sempre cercare di comprendere ciò che puntano a detenere in portafoglio.

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Evitare di autocompiacersi

La storia non è indicativa di come si comporterà un investimento in futuro e gli investitori dovrebbero sempre cercare di soppesare i potenziali rischi associati con un particolare investimento, oltre che i suoi possibili rendimenti.

Il valore degli investimenti sui mercati finanziari tende a oscillare determinando movimenti al rialzo o al ribasso dei prezzi dei Comparti, pertanto è possibile che non si riesca a recuperare l'importo originariamente investito. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri. Si noti che il valore dell'investimento può aumentare o diminuire per effetto delle fluttuazioni valutarie. Le opinioni espresse qui non costituiscono una raccomandazione, una consulenza o una previsione. Non prestiamo servizi di consulenza finanziaria. Per qualsiasi dubbio circa l’idoneità dei vostri investimenti, consultate il vostro consulente finanziario.

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